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19 novembre 2018

La Leadership finanziaria in azienda: ruoli, cambiamenti e successi

La Leadership finanziaria in azienda: ruoli, cambiamenti e successi

Stefano Borgonovo, Finance & Administrator Director, ci parla di Leadership finanziaria in azienda, del ruolo del CFO (Chief Financial Officer) e i cambiamenti dovuti alla crisi.

 

Cosa si intende per Leadership finanziaria?

Il mondo è da sempre in continua evoluzione e negli ultimi anni questi mutamenti hanno subito una forte spinta con la digitalizzazione. I ritmi frenetici, la disponibilità di miliardi di informazioni con un click, lo spostamento delle aree di maggior interesse economico nel mondo, la volatilità dei mercati azionari e valutari sono tutti elementi che rendono sempre più difficile fare business per le aziende e creano complessità alla definizione della strategia adatta da perseguire.

Di conseguenza anche la Leadership finanziaria, che si configura nel ruolo del CFO, ha subito una trasformazione tale per cui le competenze tecniche storicamente richieste, come contabilità, tesoreria e controllo sono sempre più delegate a collaboratori specialisti della materia e al CFO si richiede di elevarsi al ruolo di Business Partner dell’Amministratore Delegato o CEO.

Il CEO e il CFO sono i ruoli chiave e complementari nelle aziende, in quanto la loro esperienza e collaborazione creano importanti sinergie da mettere al servizio dell’azienda e permette di avere ai vertici un binomio di successo nel quale si combinano perfettamente la missione aziendale e la relativa visione strategica tipica del CEO con la strategia economico-finanziaria e la relativa cultura dei risultati tipica del CFO.

 

Come la Leadership finanziaria entra nella quotidianità di un'azienda?

In azienda si prendono quotidianamente decisioni che hanno un impatto economico finanziario sui risultati aziendali, presenti o futuri. Tanto più è importante la decisione e tanto più, in chiave prospettica, influenzerà i risultati aziendali, sia in positivo che in negativo. Ogni decisione ha il 50% di possibilità di essere giusta e il 50% di essere sbagliata, pertanto il processo decisionale deve essere il più accurato possibile e soprattutto deve sempre considerare scenari alternativi o di ‘’What if’’, per non farsi trovare impreparati in caso di azioni correttive.

I responsabili di funzione, tra i quali il CFO, rappresentano a tutti gli effetti il team di riferimento che, con la loro esperienza e competenza tecnica, portano il proprio valore aggiunto nel processo decisionale, contribuendo a prendere la decisione migliore.

In particolare, la leadership finanziaria deve sempre essere in grado di valutare i risultati raggiunti o attesi in seguito ad azioni, piani e decisioni strategiche al fine di confermarne la validità delle stesse da un punto di vista economico finanziario o eventualmente di porre in atto gli elementi correttivi del caso.

 

La crisi degli ultimi anni ha portato a riconsiderare le basi e gli obiettivi del Finance stesso. Come è cambiato in un'azienda come Polti?

Quelli che storicamente erano considerati degli obiettivi per il Finance, tipo la buona tenuta dei libri contabili, accorta ed efficiente gestione amministrativa, sono ormai dei prerequisiti ed il nuovo obiettivo del Finance è quello di creare valore.

La missione del Finance, soprattutto in un momento di crisi, è quello di garantire che le risorse messe a disposizione del business siano utilizzate nel modo più efficiente ed efficace per garantire il massimo ritorno sull’investimento effettuato. Gestendo il delicato bilanciamento tra risorse e risultati e individuando a priori azioni correttive per il conseguimento degli obiettivi prefissati, il Finance appunto crea valore.

 

Quale è stato il successo più importante che hai raggiunto in Polti?

Il successo più importante è quello che verrà, non si deve perder tempo a crogiolarsi nei propri successi, ma si deve costantemente guardare avanti. C’è sempre qualcosa da raggiungere e che può essere fatto meglio.

Personalmente misuro il successo di un manager non solo per ciò che raggiunge ma anche per la mentalità che diffonde. Credo molto nel processo di crescita, sia della persona che del gruppo, basato sull'incremento della stima di sé, dell'autoefficacia e dell'autodeterminazione per far emergere risorse latenti e portare la persona ad appropriarsi consapevolmente del proprio potenziale. È fondamentale capire che singolarmente possiamo dare un contributo importante e far la differenza per facilitare il raggiungimento dei traguardi prefissati.

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